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Ciciri e tria

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Ciciri e tria

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Ciciri e tria (ceci e tagliatelle fatte in casa)

Ciciri e tria (ceci e tagliatelle fatte in casa)

  • Ciciri e tria (ceci e tagliatelle fatte in casa)
  • Ciciri e tria (ceci e tagliatelle fatte in casa)  Foto Folkolore
  • Ciciri e tria (ceci e tagliatelle fatte in casa)  Foto Folkolore
  • Ciciri e tria (ceci e tagliatelle fatte in casa)  Foto Oreste Ferriero

Ceci e sagne (fettuccine fatte in casa)


Ingredienti: 
ceci cotti, farina, acqua e sale per l'impasto delle tagliatelle (tria). Un tempo non si aveva l'abitudine di pesare gli ingredienti per stabilire tra loro precisi rapporti quantitativi. Comunemente si diceva "ca se scia a recula" (a regola). 

Preparazione: 
tradizionalmente questo piatto veniva gustato il giorno della festa di San Giuseppe, il 19 marzo. Ancora oggi in molte famiglie è così. La sera prima si mettevano a bagno i ceci con un po' di sale. La mattina del 19 si versavano nella pignata1 i ceci "ammollati", venivano coperti di acqua e quindi messi a cuocere a fuoco lento nel camino. Quando cominciavano a bollire e schiumavano, venivano colati. Questa operazione veniva effettuata per due volte. Poi si lasciavano cuocere lentamente, dopo aver aggiunto cipolla e peperoncino (pisatu o siccatu). Nel frattempo si impastava della farina con acqua e un po' di sale. L'impasto veniva lavorato sulla bbanca2 facendo delle sfoglie (lavine) sottili col minaturu3. Le sfoglie venivano arrotolate su se stesse, formando un rotolo, e si tagliavano delle fettuccine (tria) della larghezza delle tagliatelle. Alcune di queste si friggevano in abbondante olio di oliva fino a dorarle e far loro prendere la forma di riccioli, che richiamavano alla mente la barba di San Giuseppe falegname (frizzuli). A questo punto si versavano i ceci che nell'operazione si insaporivano. Il resto della tria veniva lessata in abbondante acqua salata e poi scodellata con i ceci, oppure veniva messa nell'olio dei ceci con i frizzuli con l'aggiunta di acqua e fatta cuocere.


Glossario

Pignata: contenitore in terracotta munito di coperchio e smaltato internamente ed esternamente fino ai manici; si usava per cuocere i legumi vicino al fuoco del camino. La sua forma particolare - con due manici nastriformi ravvicinati - ne permetteva una buona presa ed un buon posizionamento vicino al fuoco del camino. Le pignate un po' vecchie venivano usate la prima domenica di Quaresima per il gioco della Pentolaccia detta "delle pignate", particolarmente gradito ai bambini.

Bbanca: tavolo in legno su cui veniva preparato l'impasto e si effettuava la lavorazione della pasta casereccia.

Minaturu
: mazza di scopa utilizzata per stendere le sfoglie di pasta (stinnire a lavina te pasta).


Da "Nella cucina della nonna" calendario 2011 sulla cucina tradizionale relizzato dalla Direzione Didattica del 2° Circolo di Taurisano (LE)


Foto Oreste Ferriero Liceo Artistico G.Toma di Galatina (LE) - Foto Folkolore

©FOLKOLORE


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